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AlpinisTeam: primi passi sui ramponi

Aggiornamento: 15 set 2021

Lo scorso fine settimana abbiamo iniziato un ciclo di introduzione all'alpinismo. Progettato per il sabato, il successo nelle iscrizioni ha permesso di creare due gruppi, uno al sabato, ed uno la domenica.


L'obiettivo di questo corso è scoprire la disciplina dell'alpinismo e formare verso l'autonomia.


Nella giornata di sabato le guide Fabio Agnese e Gioele Poddine hanno inaugurato il ciclo. Ci siamo ritrovati all'imbocco della val Chisone, per viaggiare in vista del vallone di Rodoretto. Il luogo è vicino al Pinerolese, la strada che si avventura nel fondo del vallone è pulita fino alla borgata di Balma. Qui parcheggiamo e beviamo il caffè preparato dalla nostra guida Gioele (la prossima volta esigiamo però le tazzine in ceramica!).

Il risveglio dei leoni

Il calcolo astronomico della posizione del sole ci fa parcheggiare sotto i caldi raggi del mese di maggio e ci fa preparare piacevolmente il materiale per la giornata. Ci presentiamo e vengono distribuiti ramponi, piccozze, regoliamo il tutto, leghiamo i lacci ai nostri scarponi e iniziamo a imparare le prime nozioni sul materiale. Un membro del gruppo ha degli scarponi nuovi fiammanti. Glieli invidieremo tutti, tutto il giorno (e non solo). Sia al mattino, sia al pomeriggio, quando capiremo che avere uno scarpone impermeabile è importante.

Presentazioni e distribuzione del materiale.

Già di primo mattino la nostra pimpante guida Gioele vuole portarci a fare dry tooling con i ramponi sulla roccia.


I ramponi tengono anche su roccia!

Ma sarà presto occupato con un gradinamento ad opera d'arte, di pochi metri. La guida Fabio durante la ricognizione del giorno prima aveva già creato dei gradini, ma questi sono già stati erosi dal calore. Ma come, Balma è a poco più di 1700 metri di altitudine, dove si trova il ghiaccio? La neve estiva rigelata nella notte può essere molto dura, e diventa un ottimo banco di prova per i nostri coraggiosi avventurieri.

Passato questo breve ostacolo, saliamo sulla strada sterrata che va verso la bergeria della Balma. Salendo verso la nostra zona di esercitazione, proviamo la tenuta delle nostre suole degli scarponi. L'equilibrio è molto importante e le sensazioni sono fondamentalmente le stesse con i ramponi o senza. Iniziamo a sentire il movimento, da dove parte, cosa fa il nostro baricentro (chi cosa? il baricentro!), e come esso si sposta quando vogliamo metterci in moto. Andiamo anche a testare il limite delle possibilità umane (sembra che i più scavezzacollo abbiano superato i 33,9° di pendenza).

Proviamo la tenuta delle suole e del carroarmato.

Dopo aver testato il movimento con gli scarponi, alcuni si domanderanno: ma io mi trovo bene così, a cosa servono quegli arnesi, a 10 e 12 punte?

Li infiliamo ai piedi e iniziamo subito a capire come sfruttare al meglio questi affilati attrezzi.


Si inizia a camminare in salita, in discesa, in modo alternato, in modo incrociato, con piedi a papera, con la piccozza in mano (ma in quale mano)?


Poi arriviamo all'esasperazione della tecnica e ai virtuosismi.

Dopo aver fatto un passo misto, con tanti dubbi, perfino dopo le "lezioni di danza", se "il manuale" imponga di muovere prima il piede destro o la mano sinistra, ci rifocilliamo e ci avviamo verso il pianoro della bergeria della Balma in modo da mettere in pratica ciò che abbiamo (faticosamente!) imparato.


Verso l'obiettivo (canale della diretta Nord alla Vergia)

Qui ci facciamo guidare dalla fantasia e, una volta indossato imbrago e ramponi, ci leghiamo come se fossimo su un ghiacciaio. Distanti 10 metri uno dall'altro, vediamo il nodo bulino e il nodo a palla, e ci avviciniamo verso il canalone che si fa con gli sci, quando si scende la Vergia dalla diretta della parete Nord.

Sul nostro ghiacciaio immaginario

Arrivati alla conoide, cambiamo assetto e ci lanciamo in corda corta in salita. Due cordate si sfidano per fare l'itinerario più scaltro e più ardimentoso. Le pendenze sfiorano in alcuni punti i 45-50 gradi.

Salita nel canale sui resti di valanghe

Alla fine del canale, dopo circa 450 metri di dislivello, ricompattiamo il gruppo in un ottimo posto tappa - terrazzino - balconcino, dove rifocilliamo i nostri stomaci. Qualcuno testerà l'affilatura dei ramponi... vero Stefy?

Ora di pranzo!