Passo Viafiorcia e anello del Colletto Verde

Aggiornato il: mag 11

Seconda e terza uscite del nostro ciclo di uscite, organizzato in collaborazione con il CAI di Pinerolo.

Sabato 7 allievi e 3 guide: che lusso! A Stefano Pelissero, che ha già mostrato la sua abilità conduttrice sull'erto Passo san Giacomo (vedi le scorse puntate), si aggiunge il giovane Gioele Poddine. A-team al lavoro!

Il sabato siamo sommersi dalla neve, partiamo da Giordano di Prali, in direzione del passo di Viafiorcia. Tantissima neve, 60-80 cm. A battere, la neve ci arriva al ginocchio; e a scendere, è difficile uscire al di fuori della traccia. Sono condizioni rare, che si trovano soprattutto a inizio stagione, una-due volte all'anno. Il panorama sul vallone delle Miniere è meraviglioso, siamo ritornati in inverno in un lampo!

Alcuni provano il nuovo sci, alcuni coraggiosi andranno in vetta svolgendo lo sport biathlon (sci+nuoto nella neve), alcuni provano a scendere in libertà (senza chiudere lo scarpone). Discesa, la neve attutisce tutto. Alle bergerie di Bout du Col effettuiamo una bella ricerca artva e parliamo delle migliori strategie per soccorrere il travolto (la migliore strategia: non rimanere sepolti).

Scendiamo quindi un po' tardi alla macchina, ma al parcheggio nasce la proposta di una seconda gita la domenica: usciti dalla zona rossa, abbiamo tutti voglia di sfruttare tutta questa neve!



La giornata di domenica parte malissimo. Saltiamo il punto tappa caffé a Pragelato... e non troveremo più nessun bar aperto!

Con Stefano Pelissero e 6 coraggiosi in crisi da astinenza di caffeina, parcheggiamo a Claviere e un po' imbronciati e affamati, partiamo verso la Capanna Gimont. Superatala, avanziamo ancora, fino a svoltare in direzione est verso il Colletto Verde, che raggiungiamo facilmente. Dalla giornata bellissima, passiamo a una breve nevicata, le nuvole sul versante italiano sono belle scure... Traversiamo verso sinistra per entrare più dolcemente. Sperimentiamo come NON lasciare le solette al sole durante la pausa picnic (grazie antizoccolo spray), e iniziamo la nostra discesa nel vallone dei Mandarini. Questo è uno degli itinerari in fuoripista più battuti della stazione sciistica. Ma adesso, a impianti chiusi e francesi in confinamento (sono limitati a 10 km)... ci sono solo tre tracce in tutto il vallone!

Quindi approfittiamo della spanna di neve recente per sfoggiare le nostre doti discesistiche, fino alla gorgia che caratterizza l'ultima parte del vallone.

Gorgia delicatina! Sicuramente nei prossimi giorni sarà difficile passare, ma noi agevolmente (vero L**a?) passiamo indenni questo test.

Quindi ancora un po' di vallone, un po' di traverso nel bosco, fino a raggiungere le piste che ci riportano prima a Monginevro, poi sugli ultimi lembi di neve praticamente a Claviere nei pressi del primo ponticello.

Addocchiamo un bar chiuso, che ci facciamo aprire, e la Menabrea di fine gita ci gingilla le nostre gole assetate!



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