AlpinisTeam seconda puntata: legature, crepacci, tecnica individuale

La seconda giornata del ciclo AlpinisTeam si è svolta nella bellissima e in questa stagione poco frequentata valle Argentera (anche detta val Ripa).

Ci piazziamo sotto le cascate

Sabato Fabio Agnese e Gioele Poddine hanno accompagnato i nostri eroi per una seconda giornata dedicata all'alpinismo.

Primo obiettivo della giornata: la caccia al tesoro alla ricerca del materiale (ramponi picozze...) lasciato da Denis "sotto a un cespuglio"... beh, non c'è solo un cespuglio in valle!

Una volta trovato e distribuito il materiale comune a tutti i partecipanti, possiamo iniziare il lungo e ripido avvicinamento, che in 10 minuti ci porta sui resti di valanghe scese dal circo dove scorre il rio Gentira.

A sinistra, una distesa di blocchi "la seraccata del Khumbu".A destra, neve dura, liscia, con tutte le pendenze e le contropendenze.. esattamente quello che cercavamo!

Facciamo un ripasso della movimentazione, senza ramponi, per sentire i movimenti e le sensazioni del baricentro, che avevamo già sperimentato la settimana prima a Rodoretto.


Poi impugnamo le piccozze e iniziamo a gradinare a più non posso. Anche oggi, qualcuno non vuole indossare i ramponi: a cosa serve, ormai abbiamo spianato tutto! E invece, mettiamo i ramponi e ripassiamo per bene tutte le cose apprese in quel di Rodoretto. In particolare, andremo a vedere come legarsi nelle varie situazioni. Nodi barcaioli, savoia, otto, prusik, Machard.. da completà novità a competenza massima, a occhi chiusi!

Prendiamo confidenza con le corde

Poi scaviamo nella neve dura per sotterrare dei corpi morti, e testeremo la loro solidità (picca orizzontale: tiro alla fune di 4 persone, test superato).

Scavando la sede per l'ancoraggio nella neve

Poco dopo pranzo, le temperature si abbassano per farci entrare in modo suggestivo nell'ambiente dell'alta quota. Mentre i due nuovi ingressi esplorano tutti i resti della valanga legati (per punizione di essersi iscritti solo in seconda battuta), e a causa delle allucinazioni si credevano sulle grandi classiche delle Alpi e non solo, gli altri imparano cosa fare quando qualcuno va a finire in un crepaccio.

La vostra guida è finita in un crepaccio... tiratela fuori!

Ulteriori nodi, nuove procedure; ma con l'aiuto e con lo sforzo di memoria collettivo siamo riusciti a costruirci la strategia per trattenere la caduta, e quindi per fare un ancoraggio di emergenza, poi come trasferire il caduto su una sosta. Questa è la base per percorrere in sicurezza ogni ghiacciaio.

Ognuno di noi prova e riprova la manovra, per poi vedere come estrarre il caduto dal crepaccio.

Quindi, infreddoliti e intrizziti, torniamo alla macchina e ci dirigiamo nella città fantasma di Sestriere, dove solo all'ultimo troviamo un piccolo baretto aperto che ci rifocilla con la cioccolata calda.

Una bella giornata, imparato tante cose, adesso aspettiamo la terza e ultima giornata per fare un'uscita in ambiente dove potremo applicare tutte queste nozioni.

Il gruppo della domenica, guidato da Denis Boudoin, Stefano Pelissero e Andrea Carelli, ha avuto un meteo ancora peggiore!

Colazione della domenica

Del resto, per fare esercitazioni di questo genere, il fatto che il tempo sia brutto è un bel vantaggio, ci si può concentrare meglio. Non contenti dell'acqua che precipitava dal cielo, sono anche andati a sciacquarsi nelle acque della cascata.

Poi Chicco ha usato intrugli strani nel suo cocktail di droghe sintetiche.

Quindi tutti sono apparsi contenti e riattivati!

Testando gli ancoraggi autoprodotti, il coraggio viene per via chimica!

Appuntamento alla prossima avventura del fine settimana, stiamo lavorando per offrirvi una giornata particolare!

E o lettori che siete interessati a conoscerci e a iscrivervi ad esempio al nostro ciclo dedicato all'autonomia sulle vie lunghe , non esitate a contattarci! E guardate le nostre proposte in continuo aggiornamento





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