Traslochi ed emigrazioni

Fine maggio inizia con un trasloco in terre transalpine (rientro a Grenoble), poi una "breve" quarantena... che termina giusto in tempo per gli esami delle scuole medie.

Ultima giornata di scuola!

Approfittando dei movimenti Pinerolo-Grenoble nei fine settimana, ho sfruttato l'occasione per andare a dare una mano alle guide Victor e Ben per il fine settimana di campo di alpinismo dell'équipe jeunes alpinistes FFCAM dell'Isère. 24 giovani dai 16 a 25 anni che vogliono esplorare la montagna, con un costante moto di miglioramento e di dinamica di squadra, che spesso manca dalle nostre parti!

Venerdì le attività di preparazione procedono alacremente e senza sosta, alcuni ragazzi arrampicano in autonomia sulle pareti di Ailefroide, mentre gli altri arrivano con calma in auto. Le guide intanto discutono sulla complicata logistica:

Dura sessione di preparazione

Ci dividiamo tra la cresta della Pointe des Cineastes, la cresta sud del petit Pelvoux con traversata sul Glacier des Violettes, mentre io legato con Estelle e seguito da Capucine e Nils la giovane promessa sarò occupato nella traversata della Sialouze.

La salita al refuge de Pelvoux è lunga, bivaccheremo dietro al Rifugio (che è ottimo e il rifugista molto disponibile, ma i giovani amano la vita all'aperto). Una cena importante e una notte non troppo fredda, alle 4:30 ci risvegliamo, colazione e via verso la Bosse di Sialouze.

Qua ci leghiamo (è un ghiacciaio!) e andiamo a raggiungere l'inizio della cresta.

La prima parte è evidente ma con roccia mediocre, si va avanti con tiretti di 10-15 metri, ci si muove bene. Poi tanti su e giù, la cresta è lunghetta. È bello vedere i ragazzi che non hanno un marcato senso della ricerca dell'itinerario più semplice: ma chissene, sono tutti forti arrampicatori in falesia..

Il passaggio chiave di 5b non ci da' problemi in scarponi, ma il seguito è più complicato, il diedro e il successivo traverso verso destra sono il passaggio chiave. Da ricordare anche la placca per raggiungere la vetta, che avevo già percorso qualche anno fa uscendo dalla via Livanos, sulla parete ovest!

Placca compatta poco sotto la vetta

Dalla vetta c'è ancora un po' di strada per arrivare al colletto che separa la cresta dalla mole del Pic Sans Nom. Un passaggio di arrampicata di Capucine in spaccata in traverso ci lascia senza fiato, bravissima, che classe!

Ultimi torrioni della traversata

L'ultima volta che ho sceso quelle doppie, dopo la George-Russemberger, ero ben più detonato! 6 doppie da quasi 50 metri (le prime nella neve, le ultime nell'acqua) ci portano sul ghiacciaio, e quindi rapidamente scivoliamo verso il rifugio.

La seconda doppia

La discesa è ancora lunga, lunga, soprattutto per Capucine e le sue doloranti ginocchia.. ne approfitto per tenerle compagnia e osservare la bellezza di questo ambiente, ricco di stambecchi, fiori, sassi, e resti glaciali. Del resto negli Ecrins rientrare col buio fa parte del gioco.

Cena tarda al campeggio di Ailefroide e al mattino dopo ci si sveglia (lentamente) e un po' indolenza ci si ingaggia sulle vie di più tiri di Ailefroide. Andiamo al settore Carramba? dove con Estelle (un'altra Estelle) percorriamo una bella via di 6 tiri, in placca molto lavorata, molto bella, e scendiamo appena in tempo prima dell'acquazzone.

Un bellissimo fine settimana, bravi le ragazze e i ragazzi, che rispetto all'anno scorso hanno ottenuto un ottimo livello di autonomia!

Una breve nota: in questa giornata, ho insegnato di non fidarsi dei cordoni marci che collegano talvolta le soste. Nella stessa giornata, uno sfortunato alpinista in discesa dalla traversata del Pelvoux ha effettuato una corda doppia su un cordino.. ma è partito tutto lo spuntone! I nostri soci avevano valutato quell'ancoraggio instabile e lo avevano evitato... Qui l'articolo di giornale e qui un'analisi dell'incidente su camptocamp.

 

Qualche giorno dopo ho l'occasione di incontrare e dare una mano a Guillaume, che all'interno del club del Gucem ha progettato un mini-ciclo per migliorare in falesia. Ci dirigiamo a Lans en Vercors, una delle falesie più belle che io ricordi in zona, roccia ultra, l'ultima volta c'erano -5°C..

Anticipazione, lettura della roccia, respirazione, sensazione del baricentro, ritmo, tutti i trucchi per arrampicare con più serenità. Bravo Guillaume per l'iniziativa!


Ed ora, finiti gli impegni scolastici (quasi, ancora un esame orale..), montati tutti i divani nella casa nuova, passati gli esami universitari, si inizia la stagione estiva, non esitate a contattarci per organizzare insieme a voi le prossime salite!


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